Diario










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Diario di Viaggio: Oggi
Domenica 14 Marzo: Settima e ultima Tappa!

Le previsioni per la notte non lasciano sperare in nulla di buono. Il vento sta rinforzando in maniera progressiva. Già durante la cena il team dell’Airzoone si è accorto che l’ultima notte nel deserto rischia di essere la più difficile.

Così, per sicurezza, vengono rinforzati i tiranti e i picchetti. Sassi e sacchi vengono posizionati sui bordi delle tende mentre il vento ingrossa di minuto in minuto alzando forti raffiche di sabbia.
Le jeep e i camion messi a protezione dell’accampamento rischiano di non essere sufficienti per la notte. Vengono utilzzati i tavoli per schermare le tende e creare una barriera per il vento.

Ma alle 20 e 30 arriva una prima, pesante, avvisaglia con una improvvisa tempesta di sabbia.
L'ordine impartito alle ragazze dal team di Airzoone è quello di non lasciare, per nessuna ragione le tende durante la notte per tenerle il più stabili possibili e di dormire, comunque, vestite per poter eventualmente evacuare la zona il più in fretta possibile.

Fuori i ragazzi di Airzoone continuano a rinforzare i tiranti mentre il vento aumenta di minuto in minuto. La visibilità sta diminuendo velocemente.

"Stavamo chiusi tutti dentro le tende – racconta Emanuela – La sabbia entrava dappertutto. Siamo rimasti così per ore sperando che si placasse". Ma il vento, invece, continua a rinforzare.

Alcune ragazze, alla fine, decidono di uscire per trovare riparo nelle jeep. Ma due tende, lasciate vuote, vengono letteralmente sollevate dal vento e trascinate via perdendosi nel buio del deserto. Non saranno più ritrovate.

Alle 4 di notte inizia a piovere a vento. Prima poche gocce, poi, a mano a mano, una pioggia battente. Le guide locali sono esterrefatte. In quella zona, spiegano, non piove da 4 anni: c'è una barriera naturale formata da alcune montagne che impedisce, in genere, questi fenomeni così violenti.

Raggomitolate nei sacchi a pelo, sotto le tende gonfie e appesantite dall’acqua, le Women Riders aspettano che faccia mattina.
Alle 5 e 30, quando è ancora buio, la decisione: impossibile proseguire, bisogna "spiantare" e lasciare il campo base.

Le Women Desert Riders mettono il naso fuori dalla tenda e restano a bocca aperta: fuori è l'apocalisse. Il deserto è diventato una enorme, incredibile palude di fango nel quale tutto affonda: le tende, le jeep, i camion, i tavoli per la cena messi a riparo dell’accampamento. S'è allagato tutto.

Fradicie, assonnate per la notte passata in bianco, le ragazze cercano di recuperare ciò che è possibile aiutando lo staff di Airzoone a ripiegare le tende divelte dalla violenza del vento e a radunare il resto delle masserizie dell’accampamento.

Fa un freddo atroce, reso ancora più insopportabile dagli indumenti completamente bagnati. Il sole non è ancora sorto e, perdipiù, il vento continua a soffiare implacabile.

Il team di Airzoone fa un veloce briefing con le guide locali e, mappe alla mano, studia una soluzione di emergenza. Mancherebbero 35 chilometri per concludere la settima tappa della Women desert Ride ma è improponile. Le biciclette non possono procedere neanche un metro in quella palude. E, oltretutto, le ragazze sono stanche per la notte insonne e non hanno neanche un indumento asciutto.

Si decide di fare il trasferimento, con gli unici mezzi disponibili, le 4 jeep, non più a Erfoud, 35 chilometri a nord-ovest, come era previsto dal roadbook, ma a Rissani, più vicino, a ovest, e dove vi è un albergo che può ospitare il gruppo.

Così, mentre il team Airzoone resta lì a smontare il campo base ed a caricare, tende, bici e tutto il resto della dotazione, sui due camion Unimog Mercedes e sul Daily, le 4 jeep fanno la spola, avanti e indietro, per 25 chilometri, tra il campo base e Rissani portando, a piccoli gruppi, le Women Desert Riders e i loro bagagli.

Alle 9 del mattino tutto il gruppo si ricompone in albergo dove le ragazze possono, finalmente, mangiare, farsi una doccia e riposare. Nel parcheggio dell’hotel, ad asciugare, ci sono le tende, gli zaini, i materassini. A ricordare che l’inferno della notte precedente è oramai alle spalle. Sui volti delle Women desert Riders ricompare il sorriso.

Ci vogliono altre 5 ore e mezzo di pulmann per raggiungere Quarzazate. Alle 5 del pomeriggio, finalmente, il gruppo sbarca all’Hotel Hanane. Dove la proprietaria organizza una cena marocchina. Rilassate e distese, le Women Desert Riders ripensano ai sei giorni precedenti.
Nei loro occhi si legge la soddisfazione per essere arrivate fino in fondo. Ma, soprattutto, la certezza che nulla sarà più come prima. Hanno vinto la sfida. Sì, ma con sé stesse.